Benessere energetico, 

la chiave per il benessere fisico.

Trattato sul 1° chakra

Il primo chakra rappresenta il punto di partenza, la base, il pilastro che sostiene l’intero sistema dei chakra.

Indice delle principali corrispondenze

a) Nome sanscrito: Muladhara

b) Simbolo: Loto a quattro petali

c) Colore corrispondente: Rosso

d) Pietre preziose: Ematite, granato, magnetite, rubino

e) Elemento associato: Terra

f) Pianeti: Terra, Saturno

g) Localizzazione: Perineo

h) Senso coinvolto: Olfatto

i) Organi e parti del corpo collegate: Plesso sacrale, ghiandole surrenali, sistema

scheletrico, sistemi di eliminazione, sistema linfatico, le estremità inferiori e il naso

j) Funzioni principali: Sopravvivenza, sicurezza, soddisfazione bisogni materiali,

autoconservazione

k) Stadi di sviluppo: Dal 2° trimestre a 12 mesi

l) Emozione bloccante: Paura

m) Diritto: Esistere e Avere (io voglio)


Approfondimenti

a) Nome sanscrito

Muladhara è il nome del primo chakra il cui significato prende origine da “mula”, cioè radice e “adhara”, cioè supporto, fondamento, base.

Esso rappresenta le fondamenta su cui si elevano tutti gli altri chakra. Come radici forti e profonde permettono ad una pianta di svilupparsi sana e rigogliosa, allo stesso modo, attraverso15 questo chakra si definiscono le basi per una vita stabile, solida e sicura, fondamento di qualunque crescita ed evoluzione futura. Più le fondamenta sono robuste e radicate e più l’individuo è in grado di superare al meglio le difficoltà e le sfide che la vita presenta.


b) Simbolo

Il chakra Muladhara è raffigurato da un fiore di loto rosso che presenta quattro petali. Ha come simbolo geometrico il triangolo, con la punta rivolta verso il basso e racchiuso in un quadrato.

c) Colore corrispondente

Il colore associato al chakra Muladhara è il rosso che è la frequenza più bassa dello spettro di luce visibile agli umani. Il colore rosso è chiamato ''grande attivatore energetico'' o  ‘’padre della vitalità'', a seguito del suo potente effetto elementare sulla struttura fisica dell'uomo.

Il rosso simboleggia l’energia vitale della terra, il coraggio, l’impegno, lo spirito pratico, la passione e la forza interiore essenziale per amare e per vivere.


d) Pietre preziose

Ematite: favorisce dinamismo e vitalità, rafforza la volontà e la voglia di vivere dell’individuo.

Granato: è utile nei momenti di difficoltà esistenziale e in caso di depressione in quanto dona energia e sicurezza, rafforza il desiderio di autoaffermazione ed il perseguire azioni e propositi.

Magnetite: incrementa la forza di volontà e accresce l’autostima.

Rubino: apporta slancio e vigore, contrasta passività ed apatia. Porta alla purificazione ed alla trasformazione.


e) Elemento associato

Questo chakra è connesso all’elemento “Terra” il più pesante e con maggiore tangibilità tra tutti gli elementi. Simboleggia la materia e il volume, per questo il chakra rosso è associato agli aspetti più materiali della vita. La terra rappresenta anche il terreno necessario per il radicamento. Tramite questo centro energetico, entriamo direttamente in contatto con le energie provenienti dalla terra, dalla quale hanno origine i fondamenti per la sopravvivenza fisica

dell’individuo (funzione principale di questo chakra): acqua e cibo.

Il chakra rosso rappresenta, inoltre, la relazione che l’individuo ha con la terra e come si sente a vivere in essa.


f) Pianeti

Terra: rappresenta la solidità, la stabilità, la praticità, la resistenza ed il principio femminile.

Saturno: è il pianeta che simboleggia e descrive la carriera, le ambizioni e le capacità di riuscire ad appagarle.


g) Localizzazione

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale in corrispondenza del perineo, più precisamente tra l’ano e la vagina nelle donne e tra l’ano e lo scroto nell’uomo.


h) Senso coinvolto

Il senso fisico associato al chakra rosso è l’olfatto che è il senso più primitivo, il primo senso che il neonato usa attivamente. E’ basilare per la sopravvivenza di qualsiasi specie vivente.


i) Organi e parti del corpo collegate

Plesso nervoso: Plesso sacrale.

Ghiandole endocrine: Ghiandole surrenali.

Sistema scheletrico: ossa, denti, unghie, colonna vertebrale.

Sistemi di eliminazione: reni, vescica, ultimo tratto dell’intestino, ano, pelle nella funzione di

traspirazione.

Sistema linfatico: organi linfatici e vasi linfatici.

Arti inferiori: gambe e sue parti (ginocchia, caviglie, piedi).

Altri sistemi, organi e parti: Naso.


j) Funzioni principali

Il primo chakra influisce su tutte le necessità fondamentali dell’individuo collegate al cibo, al riposo, alla salute, alla sicurezza personale, al desiderio di un’abitazione, di una famiglia, di un lavoro e di denaro. In sostanza, tutte necessità e bisogni primari atti a garantire la sopravvivenza e l’autoconservazione personale e della specie che costituiscono le fondamenta dell’esistenza fisica.

Relativamente alla sopravvivenza, si tratta di un istinto primitivo e insostituibile che, qualora soddisfatto, consente alla nostra coscienza di dedicarsi ad altri livelli più evoluti. Quando minacciato, l’istinto di sopravvivenza predomina su tutti gli altri aspetti della coscienza che rimane quindi ancorata a questo livello.


Relativamente all’autoconservazione, questo chakra insegna ad identificarsi con il corpo,che rappresenta la parte spirituale in forma fisica. Privarsi di questa identità comporta la separazione dal mondo fisico con il quale ci relazioniamo quotidianamente. In tal caso potremmo non avvertire tutta una serie di sollecitazioni che compromettono lo stato di salute ed il benessere personale. Tra queste sollecitazioni rientrano lo stimolo della fame che attraverso il nutrimento-cibo è la forma di sopravvivenza fondamentale, il bisogno di recuperare le energie ed infine i limiti delle nostre capacità fisiche. La mancata identificazione con il corpo fisico si verifica perché, fin da piccoli, si impara a controllare il corpo attraverso la mente, senza invece ascoltare i segnali che costantemente ci invia il corpo stesso (dotato anch’esso di una sua intelligenza).


k) Stadi di sviluppo

La maturazione del primo chakra, che dura tutta una vita, si sviluppa in particolare nel primo anno di vita. In questo stadio, la consapevolezza del neonato si focalizza soprattutto sulla sopravvivenza. Se i bisogni del bambino vengono soddisfatti, si crea in lui un senso di fiducia verso il mondo che gli permette di imparare ad esprimere le sue necessità e quindi a vederle soddisfatte. Se invece il bambino vive traumi al momento della nascita, violenze, malnutrizione, trascuratezza fisica o abbandono, egli cresce nella sfiducia verso la vita, verso gli altri e verso il mondo ed impara velocemente a trascurare le necessità del proprio corpo o ad ignorarle o peggio ancora a sublimarle. La fiducia soddisfa l’istinto di sopravvivenza e porta ad un benessere emotivo. Senza fiducia la sopravvivenza della persona si sente costantemente minacciata, creando un continuo senso di ansia emotivamente debilitante.


l) Emozione bloccante

Se pur con intensità differenti, il blocco del primo chakra equivale a paura. Infatti, l’individuo prova paura quando è in pericolo la sua sopravvivenza. La paura oggettiva genera una serie di reazioni biochimiche innescate dal rilascio di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali che portano la persona ad essere pronta all’azione: il così detto meccanismo di lotta o fuga. In questo caso la paura è un’alleata che permette di reagire o di scappare da un pericolo.

D’altra parte, se l’idea di pericolo o privazione fanno parte della vita quotidiana (paura soggettiva), la paura diventa una costante e un’abitudine. Ne consegue che ci si adatta alla paura e si vive in uno stato adrenalinico costante di stress, agitazione e ansia. In questo caso la paura diventa nociva ed è paragonabile ad un macigno che minaccia e inibisce i naturali impulsi della persona e la sua crescita.

Diventare consapevoli delle proprie paure e prendersi cura di loro permette di integrarle nel proprio sistema corpo-mente. Se si riesce a prendere confidenza con le paure, che pur esistono, nominandole, riconoscendole ed accettandole, queste diventano sempre meno nemiche e più parte di noi.

Per poter avere fondamenta forti e profonde, che favoriscano la crescita dell’individuo a tutti i livelli, è indispensabile pertanto capire e dominare lo scoglio della paura, avversario prezioso che è di grande insegnamento.


m) Diritto

I diritti fondamentali del chakra Muladhara sono il diritto di esistere e il diritto di avere. Il diritto di esistere è basilare per la sicurezza e la sopravvivenza della persona. Il primo chakra trova infatti consistenza quando si possiede l’istinto del diritto di esistere. Senza di esso diventa difficile reclamare qualsiasi altro diritto. Ad integrazione, c’è il diritto di avere e possedere quanto è indispensabile per sopravvivere in questo pianeta.

Il verbo associato al chakra rosso è: io voglio. Tradotto in altri termini, questo verbo equivale a io sono vivo, io ho, io possiedo, io faccio parte, io appartengo.


Correlazioni fisiche

Ernia al disco, sciatica, scogliosi, disturbi della schiena, labirintite, artrite, artrosi, carie, alluce valgo, emorroidi, stitichezza, colite, vene varicose, cistite, uretrite, prostatite, traspirazione, angina pectoris, anoressia, obesità, astenia, rinite, sinusite, raffreddori, morbo di Crohn.


Correlazioni psicoemotive

Con un primo chakra rosso armonico si vive un sincero e profondo rapporto con la terra ed ogni specie vivente esistente. La terra diviene un luogo sicuro che soddisfa qualsiasi necessità:

amore, protezione, sicurezza e nutrimento. Ne consegue che l’individuo si sente stabile, ben radicato, vitale, forte, in uno stato di benessere fisico e raggiunge facilmente gli obiettivi prefissati.


Gli eccessi del primo chakra si manifestano in una esasperata ricerca di beni materiali e di sicurezza personale. L’individuo viene dominato dal possesso e dall’avidità. Eventuali ostacoli provocano sentimenti di aggressività, violenza, rabbia, mancanza di fiducia nella vita e paura di perdere sicurezze, senso di benessere e i beni accumulati. C’è la tendenza a cadere nel circolo vizioso della dipendenza da alcool, droga e sesso.


Le carenze del chakra rosso portano a debolezza sia fisica che emotiva che si manifestano con ansia e paura del fallimento, vittimismo, propensione all'autodistruzione, eccesso di preoccupazione ingiustificata, insicurezza esistenziale, timore di perdita di punti di appoggio. La quotidianità diventa insostenibile, generando fughe mentali dalla realtà. Mancanza di concentrazione e di determinazione nel portare a termine i propri obiettivi. Incapacità crescente a

“dire di no”.