SECONDO CHAKRA
Passando dal primo al secondo chakra si apre una dimensione del tutta nuova: il mondo del dualismo. Se nel primo chakra l’essere umano è un tutt’uno indivisibile con sé stesso e la terra, ora diventa consapevole di essere un’identità separata. Adesso comprende la distinzione tra sé stesso e l’altro, fra interno ed esterno, tra piacere e dolore. Con la dualità entra in scena il concetto di polarità, di yin e yang, maschile e femminile, luce e ombra, che porta l’individuo a scoprire il regno dei desideri, dell’emozione, dell’intimità e della repulsione. A seguito della mutua attrazione dei due opposti, la polarità crea movimento. Se il primo chakra è fondato sulla stabilità e sul radicamento, il secondo chakra invita a coltivare il movimento ed il cambiamento; forze indispensabili perché si avvii il processo di crescita della coscienza dell’individuo.
Solamente attraverso il movimento ed il cambiamento esiste l’evoluzione, esiste la vita.
Indice delle principali corrispondenze
a) Nome sanscrito: Svadhisthana
b) Simbolo: Loto a sei petali
c) Colore corrispondente: Arancione
d) Pietre preziose: Corniola, Opale di fuoco, Pietra della luna
e) Elemento associato: Acqua
f) Pianeti: Luna
g) Localizzazione: Addome inferiore
h) Senso coinvolto: Gusto
i) Organi e parti del corpo collegate: Plesso lombare, ghiandole gonadi, sistema riproduttivo, sistema circolatorio, ventre, reni, intestino crasso, lingua, quinta vertebra
j) Funzioni principali: Desiderio, piacere, sessualità, procreazione, capacità di provare emozioni
k) l) Stadi di sviluppo: Da 6 mesi a 2 anni
Emozione bloccante: Senso di colpa
m) Diritto: Sentire e volere (io sento)
Approfondimenti
a) Nome sanscrito
Il nome sanscrito del secondo chakra è Svadhisthana che significa “dolcezza”. Questo centro energetico, infatti, è associato a tutto ciò che rende dolce la vita e tutto ciò che procura piacere al corpo fisico.
b) Simbolo
Il chakra Svadhisthana è rappresentato dal fiore di loto con sei petali e ha come simbolo geometrico la falce di luna crescente racchiusa all’interno del loto (figura 2.4).
c) Colore corrispondente
Il colore arancione è la vibrazione collegata al secondo chakra. L’arancione è il colore dell’emozione. Tale colore dona allegria, entusiasmo, curiosità e gioia di vivere. Stimola le emozioni ed i sensi. Limita le inibizioni favorendo la capacità di relazione.
d) Pietre preziose
Corniola: favorisce l’allegria, la vitalità e l’ottimismo. Stimola la concentrazione, la creatività e la sessualità. Essa migliora le relazioni interpersonali e aiuta a vivere completamente nel momento presente.
Opale di fuoco: promuove l’ottimismo e la sessualità. Ispira gioia di vivere e agevola il desiderio di cambiamento. E’ utile nei momenti di depressione e per rafforzare la volontà.
Pietra di luna: ha un’energia femminile che libera dalla paura delle emozioni portando serenità, armonia e pace. Attiva l’intuizione, la dolcezza e la compassione. La pietra di luna stimola l’ottimismo, la creatività e la fertilità.
e) Elemento associato
Il chakra arancione è correlato all’elemento acqua. Tale elemento naturale ha una speciale relazione con il “brodo cosmico”, l’oceano primordiale dal quale ha avuto origine la vita. Per tale motivo l’energia sottile dell’acqua può essere considerata la madre di tutte le creature viventi.
Priva di una forma propria, l’acqua defluisce costantemente verso il basso. E’ in continuo movimento, sempre alla ricerca di rigenerazione e rinnovamento e unisce tutto quello che incontra lungo il suo cammino, adottandone la forma. Ne consegue che all’acqua è attribuito il simbolo di fecondità, purificazione, rigenerazione, appartenenza e condivisione.
f) Pianeti
Il corpo celestiale associato a questo chakra è la luna. Per effetto della sua vicinanza alla terra, la luna influisce notevolmente sulle maree e sui ritmi biologici di tutti gli esseri viventi condizionando pertanto il loro stato emotivo e come essi si sentono. La luna controlla ciò che è inconscio, ignoto, etereo e femminile. Alla luna è collegata inoltre la creatività che eleva l’uomo dalla semplice sopravvivenza al desiderio di nutrire l’anima, rendendo in questo modo la vita degna di essere vissuta.
g) Localizzazione
Il secondo chakra è posizionato nella parte inferiore dell’addome, tra gli organi genitali e l’ombelico, a circa 2-3 cm. sotto quest’ultimo .
h) Senso coinvolto
L’organo di senso legato al Chakra arancione è il gusto, che nel linguaggio comune rappresenta l’insieme delle sensazioni gustative attraverso le quali la persona distingue ciò che è buono da ciò che non è commestibile. Dal gusto si trae un’esperienza di tipo emozionale: il mangiare e, più specificatamente l’atto di succhiare, riattiva la memoria del profondo legame fra madre e figlio. L’esperienza, nella quale il neonato riceve oltre al nutrimento anche calore, rassicurazione e sostegno emozionale, è fondamentale per la sua crescita.
i) Organi e parti del corpo collegate
Plesso nervoso: Plesso lombare.
Ghiandole endocrine: Ghiandole gonadi che rappresentano gli organi riproduttivi femminili e
maschili. Esse sono rispettivamente le ovaie ed i testicoli.
Sistema riproduttivo maschile: pene, testicoli, prostata, sperma, uretra.
Sistema riproduttivo femminile: vulva, vagina, utero, endometrio, tube, ovaie.
Sistema circolatorio: parte liquida del sangue.
Altri organi e parti: reni, intestino crasso, capelli, lingua, parte anteriore delle gambe, la quinta vertebra.
j) Funzioni principali
Il chakra Svadhisthana è collegato al desiderio, al piacere, alla sessualità, alla procreazione e alla capacità di provare emozioni. Tutti questi aspetti, rappresentando i punti chiave del chakra in oggetto, meritano di essere approfonditi.
Il desiderio: E’ il carburante per l’azione. Fornisce la spinta indispensabile per qualsiasi cambiamento, crescita ed evoluzione. Senza desiderio i sensi si spengono, passione ed entusiasmo annegano e viene a mancare l’impulso al movimento. Il desiderio produce energia, forza e volontà e solamente alimentandolo è possibile superare qualsiasi sfida che la vita presenta.
Il piacere: Quando i bisogni di sopravvivenza del primo chakra risultano appagati, l’essere umano è orientato naturalmente verso il piacere. Secondo Freud, la ricerca del piacere e l’allontanamento dal dolore sono una propensione innata dell’essere umano. Il piacere è infatti essenziale per la salute fisica, emotiva e relazionale e stimola la voglia di vivere. La cultura odierna spesso insegna ad escludere il piacere dalla vita quotidiana premiando, invece, il duro lavoro, il sacrificio, il controllo delle emozioni, reputati gli unici mezzi atti a garantire la sopravvivenza e la prosperità dell’individuo. Venendo a mancare il contatto con i propri sentimenti si perdono di vista i reali e più profondi desideri, che anzi possono causare profondi sensi di colpa, nella convinzione di non meritare il piacere. Rinunciando ai sani piaceri primari è più facile che prevalgano quelli secondari quali il bere, le droghe, l’eccesso di cibo, di sesso ecc. che, non soddisfacendo i veri bisogni dell’individuo, rappresentano la base per la dipendenza. Quando un piacere è sano porta appagamento, quando invece è dato da una dipendenza porta insoddisfazione e crea il bisogno di averne ancora. L’equilibrio del secondo chakra prevede l’apertura al piacere evitando l’eccessivo coinvolgimento; è questa una trappola nella quale è facile cadere quando si vive nel dualismo di questo chakra.
La sessualità e la procreazione: La sessualità è l’espressione degli opposti che si fondono in una cosa sola. La sessualità è la forza vitale che apre le porte al futuro perché rappresenta la base creativa di ogni nuova vita. Come per il cibo, il corpo richiede di soddisfare anche i bisogni sessuali in forme e con stimoli diversi. Se si ascolta il corpo esso dice cosa gli fa piacere e cosa lo fa star bene, indipendentemente da regole morali e di comportamento imposte dalla società moderna, che tende invece a reprimere o sfruttare questo elemento. Rinunciare ad una sana sessualità significa andare contro al principio biologico del piacere. Se ascoltata, la sessualità porta a vivere le esperienze più profonde e vulnerabili che
fanno emergere le emozioni più intime della vita.
Al secondo chakra fa riferimento anche la capacità e la volontà di generare nuova vita. Una tensione inconscia in quest’area della coscienza porta a volte all’incapacità di procreare, incapacità che può essere superata quando la persona, a livello profondo, si permette di avere figli.
Le emozioni: Nel secondo chakra si depositano le emozioni di base, quelle che vengono definite le “sensazioni di pancia”. La paura, la rabbia, la gioia e tutte le altre emozioni primarie, che spesso sono inespresse, restano nella memoria del secondo chakra. Permettersi di sentire un’emozione o decidere di bloccarla significa consentire all’energia del corpo di fluire o fermarsi, portando così il secondo chakra in disequilibrio. Il secondo chakra fornisce informazioni sulle proprie sensazioni riguardo alla vita e a sé stessi. Molto spesso le emozioni sono dominate dal dolore, dai sensi di colpa, dalla rabbia e dalle paure accumulate in passato. Questo insieme di emozioni negative agisce come una pentola a pressione troppo piena, dove un'ulteriore goccia d'acqua la fa scoppiare. L’inconscio è come quella pentola a pressione troppo piena, se si aggiunge anche solo un’altra piccola emozione, si rischia l'esplosione. Molto spesso l’individuo pensa di non potersi permettere di “sentire” troppo per paura di esplodere. D'altra parte le emozioni sono potenti strumenti che, se si decide di servirsene, guidano nelle scelte corrette attraverso tutta la propria vita. Se l’essere umano si permette di sperimentare consciamente le emozioni restando presente a sé stesso, queste lo aiutano proprio come la strumentazione sul cruscotto dell’automobile gli indica quando è necessaria una riparazione, quando tutto funziona perfettamente o quando c'è un pericolo. Questo chakra è collegato anche alla volontà e alla capacità di percepire le emozioni che emergono, indipendentemente dal fatto che siano positive o negative. In effetti, noi possiamo scegliere come reagire alle sensazioni e questo non toglie che le sensazioni abbiano una vita tutta loro, proprio perché emergono dal nostro istinto.
La società nella quale viviamo in questa epoca storica ha come regola culturale il reprimere le emozioni, dimenticando che esse costituiscono un aspetto fondamentale della vita dell'essere umano.
k) Stadi di sviluppo
Il secondo Chakra si sviluppa nella fase evolutiva che va dai 6 ai 24 mesi di età ed è legata all’esperienza più o meno piacevole e sicura che il bambino vive. In un bambino che non ha ancora sviluppato il linguaggio parlato, l’unico mezzo per comunicare è esprimere le sue emozioni attraverso il linguaggio corporeo. E’ in questo intervallo di tempo che il bambino plasma la sua identità emotiva, sempre che gli adulti che gli stanno vicino sappiano capire l’espressione delle sue emozioni. Questa situazione gli permetterà in seguito di riconoscere i diversi stati emozionali, sia in sé stesso che nelle altre persone. Se gli adulti che lo circondano sono carichi di rabbia o tristezza, il bambino si identifica con le suddette emozioni che diventano per lui normali e farà in modo di riprovarle in futuro per ricreare il clima famigliare. Ne consegue che da adulti si tende a circondarsi di persone e situazioni che fanno rivivere tali emozioni di rabbia e tristezza, in quanto divenute familiari. Se invece il bambino cresce in un clima che soddisfatta in modo accogliente e significativo le sue emozioni allora sviluppa un senso di sicurezza, di potere e di rapporto con gli altri che lo accompagna nella vita adulta.
l) Emozione bloccante
Il senso di colpa trova la sua facile collocazione nel chakra arancione. Questa insidiosa emozione blocca il libero scorrere dell'energia emotiva e sessuale nel corpo, privandolo del piacere. Se ci si sente in colpa per le proprie azioni, ci si impedisce di gioirne completamente. Come tutte le emozioni, anche il senso di colpa ha il suo risvolto positivo, è “sano”. Se l’individuo usa questa sensazione per esaminare il proprio atteggiamento prima dopo e durante alcuni suoi comportamenti, può comprendere dove sono i limiti e dove è necessario un cambiamento. La colpa è una utile compagna se la collochiamo nel giusto spazio. Solamente quando diventa smisurata e inibisce il libero arbitrio, allora è da “smascherare” per illuminare l’ombra che si cela al suo interno. La colpa è il guardiano della prigione che tiene imprigionata l’ombra. Il senso di colpa tende a restringere gli orizzonti emotivi della persona, nel senso che le impedisce di vedere le sfaccettature, le complessità e le ambiguità: in effetti la persona vede le cose o bianche o nere.
m) Diritto
I diritti fondamentali del Chakra Svadhisthana sono il diritto di provare emozioni, di volere e di godere. Il diritto di provare emozioni è fondamentale ed è una conseguenza naturale in una cultura che approva l'espressione delle emozioni e le ritiene il modo più sano per entrare in contatto con sé stessi. Allo stesso modo, il diritto di volere è fondamentale per l’individuo e, solamente se egli prova emozioni, può sapere chiaramente ciò che vuole. Inoltre, il diritto di godere è strettamente collegato al diritto di sentire e di volere. Il verbo che distingue il riequilibrio del secondo chakra è: io sento, io voglio, io provo piacere.
Correlazioni fisiche
Disturbi dell’alimentazione, colite, appendicite, problemi renali, tendenza ad urinare spesso, cistite, disfunzioni sessuali in genere (impotenza e frigidità), cisti ovariche, fibromi all’utero, disturbi mestruali, problemi al seno, varicocele, fragilità e caduta dei capelli, diabete, rigidità lombosacrale.
Correlazioni psicoemotive
Il funzionamento armonico di un chakra arancione aperto si riscontra con il fluire naturale dei sentimenti e della vita. L’individuo è in contatto con le sue emozioni ed ha fiducia nei suoi istinti e “sensazioni di pancia”. Egli agisce spontaneamente e si sente libero di esprimere sé stesso e ciò che prova soprattutto nei confronti dell’altro sesso. Un secondo chakra equilibrato permette di sentirsi soddisfatti a livello sessuale e fisico, di pregustare la vita, di vivere in modo soddisfacente l’intimità, accettando i cambiamenti con tranquillità.
Un funzionamento eccessivo di questo chakra si manifesta in una esagerata emotività. La persona non è in grado di stare da sola e ha un bisogno continuo di stimoli eccessivi. In questo caso la persona insegue in modo esagerato e non governabile il divertimento e il piacere, soprattutto nella sfera del cibo e del sesso, restando sempre e comunque insoddisfatta.
Le carenze del chakra Svadhisthana portano all’incapacità di esprimere sentimenti in generale, alla tendenza di evitare di provare gioia e piacere e alla repressione della sessualità. La persona manifesta una predisposizione al pessimismo, alla depressione e ad un veloce esaurimento dell'energia vitale.